Qualche settimana fa, un’app consumer ha dato nuovo slancio ai titoli dei semiconduttori.
Il nuovo agente personale di IA di Meta, Muse, ha rapidamente scalato le classifiche statunitensi delle app e i titoli dei semiconduttori hanno registrato un rialzo, mentre gli investitori iniziavano a immaginare cosa avrebbe potuto significare per la domanda di capacità di calcolo un’adozione di successo dell’IA agentica da parte dei consumatori.
La tempistica era particolarmente interessante perché, solo pochi giorni prima, era emersa una narrativa apparentemente contraddittoria. I principali ricercatori nel campo dell’IA avevano iniziato a discutere apertamente se il settore dovesse rallentare il ritmo di sviluppo di modelli di frontiera sempre più potenti.
Il contrasto illustra perfettamente il rumore di fondo con cui gli investitori si confrontano attualmente. Anziché reagire a ogni notizia, riteniamo più utile tornare alla tesi di fondo sull’hardware: cosa potrebbe realmente invalidarla e cosa potrebbe ancora sottovalutare il mercato?
Dopo la straordinaria corsa dell’hardware, oggi due rischi dominano il dibattito.
I recenti appelli dei principali ricercatori nel campo dell’IA a rallentare lo sviluppo di modelli sempre più potenti sono stati inizialmente interpretati come una cattiva notizia per i semiconduttori. La logica sembra lineare: se l’intervallo tra le generazioni di modelli di frontiera si allungasse, dovrebbe essere necessario un numero inferiore di enormi cicli di addestramento e, quindi, una minore capacità di calcolo.
Ma questo è solo un lato dell’equazione. Una maggiore attenzione alla sicurezza dell’IA potrebbe richiedere, di per sé, notevoli risorse di calcolo, poiché i modelli devono essere testati, monitorati, valutati e potenzialmente supervisionati da altri sistemi di IA. Un’IA che controlla un’altra IA suona leggermente distopica, ma richiede anche molti token e, quindi, molta capacità di calcolo. Al contempo, requisiti di sicurezza più rigorosi potrebbero favorire i maggiori laboratori di IA di frontiera, maggiormente in grado di assorbire i costi fissi di test, audit e conformità, innalzando potenzialmente le barriere all’ingresso.
Soprattutto, un rallentamento dei progressi ai livelli più avanzati potrebbe cambiare dove viene utilizzata la capacità di calcolo, anziché ridurne in misura sostanziale il fabbisogno. Le risorse potrebbero spostarsi dall’addestramento continuo della generazione successiva di modelli al test, all’implementazione e all’esecuzione dei modelli già esistenti, sostenendo una maggiore attività di inferenza, un maggior numero di agenti e, potenzialmente, un’adozione molto più ampia.
Nei portafogli
Manteniamo la nostra attenzione sui titoli del settore hardware di alta qualità con una forte generazione di flussi di cassa, pur avendo recentemente ridotto il beta complessivo della nostra esposizione, in particolare attraverso titoli quali Nvidia e TSMC1.
Questa è probabilmente la domanda più importante. La portata del ciclo di investimenti ha assunto dimensioni straordinarie: si prevede che gli investimenti in conto capitale degli hyperscaler e del cloud superino la cifra record di circa 1.200 miliardi di dollari entro il 2027, rispetto a meno di 200 miliardi di dollari nel 20232. Al contempo, il dibattito finanziario si sta facendo più esigente: i profili di free cash flow sono sotto pressione, i costi di finanziamento sono aumentati e gli investitori richiedono sempre più prove che centinaia di miliardi di dollari di investimenti possano, in ultima analisi, generare rendimenti adeguati.
L’attuale ritmo di crescita degli investimenti in conto capitale chiaramente non può continuare all’infinito. Ma c’è una differenza importante tra un rallentamento della crescita degli investimenti e un loro effettivo calo. Anche in caso di una decelerazione significativa, la spesa in termini assoluti resterebbe su livelli storicamente elevati e continuerebbe a rappresentare una significativa domanda incrementale per le società che forniscono l’infrastruttura. È importante sottolineare che ci troviamo ancora in larga misura nella fase di investimento del ciclo dell’IA: l’infrastruttura viene costruita prima che si siano pienamente concretizzati i risultati economici dell’IA. Questo disallineamento temporale fa sì che gli attuali investimenti in conto capitale appaiano particolarmente elevati rispetto ai ricavi, ma potrebbe anche trattarsi proprio di ciò che è necessario per consentire la prossima fase di adozione.
Anche le dinamiche concorrenziali rendono più difficile una brusca riduzione degli investimenti. Il cloud, la ricerca online, la pubblicità, i software di produttività e gli ecosistemi consumer vengono tutti rimodellati dall’IA. Investire troppo poco può proteggere oggi il free cash flow, ma rischia anche di lasciare domani una piattaforma tecnologicamente indietro. Ciò crea una dinamica simile a «AI or die»: gli hyperscaler diventeranno più selettivi nella destinazione della spesa, ma la soglia per ridurre in misura significativa gli investimenti resta elevata.
Attualmente, il principale freno al ciclo potrebbe essere sempre più rappresentato dai vincoli fisici, anziché dalla volontà di investire.
Nei portafogli
Privilegiamo sempre più le società che beneficiano degli investimenti in conto capitale legati all’IA rispetto a quelle che effettuano direttamente tali investimenti. Dalla primavera del 2026, abbiamo gradualmente ridotto la nostra esposizione agli hyperscaler a favore dell’hardware, concentrando l’esposizione residua su Alphabet e Amazon, oltre a Microsoft in Carmignac Portfolio Tech Solutions. La concorrenza si sta intensificando (anche nelle attività core degli hyperscaler), mentre è probabile che l’impatto sui fondamentali si manifesti più lentamente di quanto i mercati siano in grado di riprezzare i titoli1.
I rischi sono reali, ma rappresentano solo metà della storia. Al contempo, diversi sviluppi suggeriscono che l’opportunità legata alla capacità di calcolo si stia ampliando ben oltre la fase iniziale di sviluppo dell’infrastruttura per l’IA.
La prima fase dell’IA generativa era relativamente semplice dal punto di vista dell’hardware: addestrare modelli sempre più potenti su enormi cluster di GPU e poi utilizzare tali modelli per rispondere ai prompt. L’IA agentica cambia l’equazione e Muse ne offre un’utile illustrazione.
Anziché limitarsi a generare una risposta, un agente può utilizzare i browser, interagire con le applicazioni ed eseguire una sequenza di attività per conto di un utente, continuando potenzialmente a lavorare in background per minuti o persino ore. Le GPU e gli acceleratori per l’IA svolgono ancora il lavoro di inferenza più impegnativo, ma le CPU coordinano i sistemi operativi, i browser e potenzialmente centinaia di azioni minori che ruotano attorno a essi. Memoria, networking, archiviazione, alimentazione e raffreddamento ne beneficiano man mano che questi carichi di lavoro diventano più complessi.
In altre parole, gli agenti ampliano la distinta base dell’hardware per l’IA. Muse è soltanto un primo esempio. Ma offre al mercato qualcosa che attendeva: un caso d’uso concreto per i consumatori che implica una maggiore attività di inferenza, per periodi più lunghi e su una gamma più ampia di hardware.
Nei portafogli
La nostra esposizione si estende già ben oltre le GPU, con posizioni nel packaging avanzato, nella connettività, nel raffreddamento dei server e nella distribuzione dell’energia, aree che dovrebbero beneficiare della crescente complessità dei carichi di lavoro dell’IA1.
Oggi stanno emergendo vincoli di offerta nei substrati, nei materiali speciali, nella connettività ottica, nella gestione dell’alimentazione, nel raffreddamento e in molteplici segmenti della catena delle apparecchiature per semiconduttori.
Gli ultimi risultati di Nvidia ne hanno fornito un esempio emblematico. La società prevede una crescita dei ricavi di circa il 70% nel prossimo esercizio fiscale, ben superiore alle precedenti aspettative del mercato3. Ma le previsioni sui ricavi possono aumentare apportando poche modifiche a un foglio di calcolo; la catena di fornitura fisica non può adeguarsi altrettanto rapidamente. La costruzione degli stabilimenti richiede tempo, i componenti specializzati restano difficili da produrre e i cicli di qualificazione possono durare mesi o anni.
Quando un vincolo viene risolto, tende a emergerne un altro: più GPU richiedono più memoria; più memoria richiede ulteriore capacità di packaging; cluster più grandi necessitano di reti più veloci; una maggiore densità crea nuove esigenze di raffreddamento e alimentazione. Il collo di bottiglia continua a spostarsi più avanti lungo la catena del valore. Una società non deve necessariamente produrre il chip per l’IA più prestigioso per beneficiare di dinamiche economiche interessanti.
Nei portafogli
Continuiamo a cercare vincitori meno evidenti lungo la catena del valore, la cui importanza strategica cresce più rapidamente della valutazione. I titoli giapponesi dei materiali e delle apparecchiature ne sono un buon esempio, tra cui JX Advanced Metals, Disco e Sumitomo Electric1.
Un’ultima distinzione resta sottovalutata. Il mercato continua a chiedersi se gli hyperscaler riusciranno, in ultima analisi, a generare ricavi legati all’IA sufficienti a giustificare le centinaia di miliardi di dollari che stanno investendo. La loro spesa avviene oggi, mentre gran parte della monetizzazione arriverà più avanti.
Per molte società hardware, l’equazione è più semplice: i loro clienti spendono oggi. Gli ordini si traducono in ricavi, i ricavi in utili e, per le società che privilegiamo, gli utili si traducono in free cash flow. Insieme ai colli di bottiglia e ai lunghi tempi di consegna, ciò può offrire ad alcune società hardware una maggiore visibilità sugli utili rispetto alle società che finanziano lo sviluppo dell’infrastruttura per l’IA.
La valutazione è altrettanto importante. Nonostante il forte rialzo dei semiconduttori, continuiamo a individuare opportunità in cui la crescita attesa del free cash flow resta interessante rispetto alle valutazioni. Ciò contrasta con alcune aree dell’universo degli hyperscaler, dove l’intensità di capitale è in aumento proprio mentre gli investitori diventano più esigenti sui tempi e sulla redditività dei futuri ricavi legati all’IA.
Nei portafogli
Utilizziamo attivamente la valutazione per dimensionare la nostra esposizione all’hardware, incrementandola quando il profilo rischio/rendimento migliora e prendendo profitto quando l’entusiasmo diventa eccessivo. SK Hynix ne è un buon esempio: abbiamo utilizzato anche SK Square come modalità meno costosa per ottenere la medesima esposizione sottostante, mentre nell’ultimo anno la posizione combinata in Carmignac Investissement è passata da circa il 2,5% al 6,6%1.
Nulla di tutto ciò significa acquistare hardware indiscriminatamente. Le aspettative sono elevate, la disruption tecnologica resta un rischio costante e la capacità produttiva finirà per raggiungere la domanda. La selezione dei titoli e la disciplina nelle valutazioni contano quindi di più, non di meno.
Ma la conclusione più generale resta invariata. I due principali rischi che l’hardware per l’IA deve affrontare oggi sono reali: il ritmo di sviluppo dei modelli di frontiera potrebbe rallentare e la crescita degli investimenti in conto capitale degli hyperscaler finirà per moderarsi. Tuttavia, nessuno dei due implica necessariamente un crollo della domanda di capacità di calcolo, mentre la prossima fase dell’IA potrebbe ampliare tale domanda a un maggior numero di carichi di lavoro, di componenti e di segmenti della catena di fornitura.
Per l’hardware, non riteniamo di essere ancora arrivati a quel punto.
1Applicabile a Carmignac Investissement e Carmignac Portfolio Tech Solutions. Fonte: Carmignac, 30/09/2026. Il riferimento a determinati titoli e strumenti finanziari ha scopo illustrativo, al fine di evidenziare i titoli che sono o sono stati inclusi nei portafogli dei fondi della gamma Carmignac.
2Fonte: Bloomberg, Carmignac, settembre 2026.
3Fonte: Società: Carmignac, 30/09/2026.

*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari) 2019/2088. La classificazione SFDR dei Fondi può evolvere nel tempo.
*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari) 2019/2088. La classificazione SFDR dei Fondi può evolvere nel tempo.
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