Carmignac Patrimoine: Lettera dei Gestori sul secondo trimestre 2026

Data di pubblicazione
16 luglio 2026
Tempo di lettura
5 minuto/i di lettura
+4,39%
Performance del Fondo nel secondo trimestre del 2026 (classe A in EUR) rispetto al +6,81% dell’indice di riferimento1.
+4,13%
Performance del Fondo dall'inizio dell'anno (classe A in EUR) rispetto al +6,57% dell’indice di riferimento.
+8,45%
Rendimento annualizzato su 3 anni rispetto al +7,50% dell'indice di riferimento.

Nel secondo trimestre del 2026, Carmignac Patrimoine ha registrato una performance del +4,39% (classe A EUR Acc), rispetto al +6,81% dell'indice di riferimento.

Contesto di mercato nel periodo in esame

Il secondo trimestre del 2026 è stato caratterizzato da un forte recupero degli asset rischiosi a livello globale, nonostante un contesto geopolitico ancora incerto. Con il progressivo allentamento delle tensioni in Medio Oriente e il deciso calo dei prezzi del petrolio rispetto ai massimi di aprile, il sentiment degli investitori è migliorato sensibilmente, consentendo ai mercati di tornare a concentrarsi sui fondamentali societari e sulla continua solidità del ciclo di investimenti legato all'intelligenza artificiale (AI).

I mercati azionari hanno registrato rendimenti robusti, trainati dai settori della tecnologia e dei semiconduttori, grazie alla crescente fiducia degli investitori nel fatto che gli investimenti in conto capitale legati all'AI sarebbero rimasti sostanzialmente immuni dagli sviluppi geopolitici. I principali hyperscaler statunitensi hanno continuato ad aumentare i propri piani di investimento nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale e nei data center, sostenendo una significativa revisione al rialzo delle aspettative sugli utili a livello globale. I mercati emergenti sono stati i migliori performer del trimestre, grazie agli eccezionali risultati di Corea del Sud e Taiwan, dove i leader del settore dei semiconduttori hanno beneficiato della forte domanda di hardware per l'AI. Anche i mercati azionari di Stati Uniti, Europa e Giappone hanno registrato solidi rialzi, sostenuti dalla resilienza degli utili societari, dal miglioramento della fiducia nell'economia e dall'allentamento delle tensioni geopolitiche.

Le banche centrali hanno mantenuto un approccio prudente: la Federal Reserve (Fed) ha lasciato invariati i tassi d'interesse, mantenendo tuttavia un orientamento restrittivo sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh; la Banca Centrale Europea (BCE) ha ripreso il ciclo di rialzo dei tassi con un aumento di 25 punti base; mentre la Banca del Giappone ha proseguito il graduale processo di normalizzazione della politica monetaria. I mercati obbligazionari hanno mostrato andamenti divergenti tra le diverse aree geografiche: negli Stati Uniti i rendimenti sono aumentati in seguito all'orientamento più restrittivo della Fed, mentre in Europa i rendimenti dei titoli di Stato sono diminuiti grazie all'allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Le curve dei rendimenti si sono appiattite su entrambe le sponde dell'Atlantico, mentre i mercati del credito hanno registrato performance positive grazie al restringimento degli spread, sostenuto dalla resilienza degli utili societari e dal miglioramento del sentiment verso il rischio.

Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio hanno registrato un marcato calo, poiché le prospettive di riapertura dello Stretto di Hormuz hanno attenuato le preoccupazioni relative all'approvvigionamento energetico globale. L'oro, invece, ha perso terreno con il venir meno del premio per il rischio geopolitico e il rafforzamento della fiducia nella credibilità delle banche centrali.

Come ci siamo comportati in questo contesto?

Il Fondo ha registrato una solida performance nel corso del trimestre, con un rialzo superiore al 4%, in un contesto che si è rivelato nel complesso favorevole agli asset rischiosi.

Il principale contributo alla performance assoluta è derivato dall'esposizione azionaria. Il Fondo ha beneficiato del recupero dei mercati azionari globali, trainati dai titoli tecnologici e del settore dei semiconduttori. TSMC e SK Hynix sono stati tra i maggiori contributori, riflettendo il persistente interesse degli investitori per la filiera dell'intelligenza artificiale (AI). Tuttavia, la componente azionaria è stata volutamente costruita secondo un approccio più equilibrato, di tipo barbell, che combina l'esposizione ai vincitori strutturali del settore tecnologico con società di elevata qualità e dal profilo più difensivo, in particolare nel comparto sanitario. Questa diversificazione non ha premiato nel corso dell'intero trimestre. Il settore sanitario ha rappresentato il principale fattore negativo per la performance, con titoli come McKesson e Cencora in calo di circa il 10%. Detto ciò, nel mese di giugno abbiamo iniziato a osservare i primi segnali di un'inversione di tendenza, con un progressivo ampliamento della leadership di mercato oltre i titoli tecnologici più affollati. Questo ha rafforzato la nostra convinzione che un'esposizione azionaria più diversificata rimanga appropriata dopo il forte rialzo dei titoli a maggiore momentum.

Anche la componente di overlay macro sull'azionario ha inciso negativamente sulla performance. Le società minerarie aurifere hanno penalizzato i risultati, nonostante avessimo già ridotto in modo significativo la nostra esposizione. Inoltre, le opzioni sugli indici azionari, detenute come forma di assicurazione del portafoglio, hanno naturalmente rappresentato un costo in un trimestre caratterizzato da un forte rialzo dei mercati azionari globali e da una volatilità contenuta. Sebbene queste coperture non abbiano contribuito positivamente nel periodo, continuiamo a ritenerle interessanti come protezione convessa, considerato il posizionamento molto esteso degli investitori e i bassi livelli di volatilità di mercato.

Nella componente obbligazionaria, il contributo è stato più equilibrato. La gestione prudente della duration ha generato valore, così come l'esposizione alle obbligazioni indicizzate all'inflazione. Al contrario, le coperture tramite indici CDS hanno penalizzato la performance, poiché gli spread creditizi hanno continuato a restringersi. Queste posizioni sono finalizzate a proteggere il portafoglio da un deterioramento più ampio degli asset rischiosi e hanno quindi rappresentato un costo in un trimestre caratterizzato da una forte propensione al rischio. Sul fronte valutario, la nostra esposizione relativamente contenuta al dollaro statunitense ha inciso leggermente sulla performance nella parte finale del trimestre, con il recupero della valuta americana. Tale effetto è stato tuttavia in parte compensato dal contributo positivo di alcune valute dei mercati emergenti, in particolare dell'America Latina, nonché dall'esposizione al renminbi cinese.

Outlook e posizionamento

La resilienza della crescita economica globale, il calo dei prezzi dell'energia e la continua accelerazione degli investimenti legati all'intelligenza artificiale (AI) continuano a rappresentare un contesto favorevole per gli asset rischiosi. Tuttavia, dopo il forte rialzo degli ultimi mesi, gli indicatori tecnici di mercato appaiono sempre più tirati. Il posizionamento degli investitori si è concentrato sui titoli a maggiore momentum, mentre i bassi livelli di volatilità e correlazione rendono i mercati più vulnerabili a brusche rotazioni. In questo contesto, manteniamo una visione costruttiva sull'azionario, pur adottando un approccio sempre più selettivo nell'assunzione del rischio.

All'interno della componente azionaria abbiamo progressivamente ridotto il beta del portafoglio, aumentandone la diversificazione pur mantenendo un'esposizione netta significativa, pari a circa il 40%. Sebbene continuiamo a essere positivi sul tema di investimento di lungo periodo legato all'AI, siamo diventati più selettivi a fronte di un rialzo di mercato sempre più concentrato. Dal punto di vista tattico, ciò ci ha portato a ridurre l'esposizione agli hyperscaler e ad allontanarci dai titoli più speculativi del settore dei semiconduttori. Al contrario, privilegiamo società leader di elevata qualità, dotate di vantaggi competitivi durevoli e valutazioni più interessanti, come Nvidia e Broadcom, che restano tra le principali posizioni del portafoglio.

Allo stesso tempo, abbiamo incrementato selettivamente l'esposizione a società di elevata qualità al di fuori del settore tecnologico, in particolare nei comparti finanziario e sanitario, dove le valutazioni rimangono interessanti e il momentum degli utili continua a migliorare. Riteniamo che questo ampliamento della leadership di mercato stia creando un universo di opportunità più ricco per una gestione attiva della selezione dei titoli.

Nella componente obbligazionaria continuiamo a privilegiare opportunità di valore relativo tra le diverse aree geografiche, piuttosto che assumere un'esposizione direzionale significativa alla duration. La nomina di Kevin Warsh potrebbe determinare una maggiore volatilità sia della politica monetaria sia dei mercati, mentre riteniamo che il mercato continui a sottostimare la persistenza delle pressioni inflazionistiche. Sebbene le curve dei rendimenti si siano appiattite dall'inizio dell'anno, ci attendiamo una graduale inversione di questa tendenza. La resilienza della crescita economica, l'inflazione persistente e la ricostituzione del premio a termine in un contesto di deterioramento delle finanze pubbliche dovrebbero esercitare una crescente pressione al rialzo sui rendimenti delle scadenze più lunghe. Di conseguenza, manteniamo un approccio prudente sui titoli di Stato statunitensi a lunga scadenza, preservando al contempo l'esposizione alle obbligazioni indicizzate all'inflazione. La duration complessiva del portafoglio resta sostanzialmente neutrale, combinando posizioni lunghe in Europa con posizioni corte negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Abbiamo inoltre incrementato l'esposizione ai tassi reali statunitensi, che riteniamo interessanti ai livelli attuali, mantenendo al contempo un atteggiamento prudente sui titoli di Stato francesi, alla luce del deterioramento delle prospettive fiscali del Paese.

Per il resto, continuiamo a mantenere un approccio prudente nei mercati del credito, dove gli spread offrono ancora una remunerazione limitata rispetto ai rischi di ribasso dopo il recente restringimento. Preferiamo quindi esprimere il rischio di portafoglio principalmente attraverso la componente azionaria, mantenendo al contempo una protezione significativa sul credito. Sul fronte valutario, la nostra convinzione più forte rimane quella di un indebolimento strutturale del dollaro statunitense. Riteniamo infatti che i recenti sviluppi geopolitici e il graduale deterioramento della credibilità fiscale degli Stati Uniti sostengano una visione di medio termine negativa sulla valuta americana. Di conseguenza, manteniamo un'esposizione limitata al dollaro, realizzata prevalentemente tramite opzioni, privilegiando invece lo yen giapponese e alcune valute selezionate dei mercati emergenti, in particolare dell'America Latina. Infine, proprio alla fine del trimestre abbiamo iniziato a ricostruire gradualmente l'esposizione all'oro, poiché il ridotto posizionamento degli investitori e la prospettiva di una Federal Reserve potenzialmente meno restrittiva ne migliorano il profilo rischio/rendimento.

Fonte: Carmignac, Bloomberg, dati al 30/06/2026. Rendimento della classe A EUR Acc, codice ISIN: FR0010135103. La scala di rischio deriva dal KID (Key Information Document). Un rischio 1 non significa un investimento privo di rischi. Questo indicatore può variare nel tempo. 1Indice di riferimento: 40% MSCI AC World NR index + 40% ICE BofA Global Government index + 20% €STR Capitalized index. Ribilanciato trimestralmente. Le performance passate non sono necessariamente indicative di quelle future. Il rendimento può aumentare o diminuire in seguito a variazioni dei tassi di cambio, per le classi non coperte dal rischio cambio. I risultati sono calcolati al netto delle commissioni (escluse le eventuali commissioni di ingresso addebitate dal distributore).

Carmignac Patrimoine

Una soluzione globale chiavi in mano per affrontare le diverse condizioni di mercato

Carmignac Patrimoine A EUR Acc

ISIN: FR0010135103
Periodo minimo di investimento consigliato
3 anni
Livello di rischio*
3/7
Classificazione SFDR**
Articolo 8

*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Il Regolamento SFDR (Regolamento sull’informativa di sostenibilità dei mercati finanziari) 2019/2088 è un regolamento europeo che impone agli asset manager di classificare i propri fondi in tre categorie: Articolo 8: fondi che promuovono le caratteristiche ambientali e sociali, Articolo 9 che perseguono l'investimento sostenibile con obiettivi misurabili o Articolo 6 che non hanno necessariamente un obiettivo di sostenibilità. Per ulteriori informazioni consultare: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2019/2088/oj?locale=it.

Principali rischi del Fondo

Azionario: Le variazioni del prezzo delle azioni, la cui portata dipende da fattori economici esterni, dal volume dei titoli scambiati e dal livello di capitalizzazione delle società, possono incidere sulla performance del Fondo.
Tasso d'interesse: Il rischio di tasso si traduce in una diminuzione del valore patrimoniale netto in caso di variazione dei tassi.
Credito: Il rischio di credito consiste nel rischio d'insolvibilità da parte dell'emittente.
Cambio: Il rischio di cambio è connesso all'esposizione, mediante investimenti diretti ovvero utilizzando strumenti finanziari derivati, a una valuta diversa da quella di valorizzazione del Fondo.
L'investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.

Costi

ISIN: FR0010135103
Costi di ingresso
4,00% dell'importo pagato al momento della sottoscrizione dell'investimento. Questa è la cifra massima che può essere addebitata. Carmignac Gestion non applica alcuna commissione di sottoscrizione. La persona che vende il prodotto vi informerà del costo effettivo.
Costi di uscita
Non addebitiamo una commissione di uscita per questo prodotto.
Commissioni di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio
1,80% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima basata sui costi effettivi dell'ultimo anno.
Commissioni di performance
20,00% max. della sovraperformance in caso di performance superiore a quella dell'indice di riferimento da inizio esercizio, a condizione che non si debba ancora recuperare la sottoperformance passata. L'importo effettivo varierà a seconda dell'andamento dell'investimento. La stima dei costi aggregati di cui sopra comprende la media degli ultimi 5 anni, o dalla creazione del prodotto se questo ha meno di 5 anni.
Costi di transazione
0,32% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima dei costi sostenuti per l'acquisto e la vendita degli investimenti sottostanti per il prodotto. L'importo effettivo varierà a seconda dell'importo che viene acquistato e venduto.

Performance

ISIN: FR0010135103
Carmignac Patrimoine+4,1+12,1+7,1+2,2−9,4−0,9+12,4+10,5−11,3+0,1
Indice di riferimento+6,6+1,1+11,4+7,7−10,3+13,3+5,2+18,2−0,1+1,5
Carmignac Patrimoine+8,4%+2,1%+2,7%
Indice di riferimento+7,5%+4,2%+5,6%

Fonte: Carmignac al 30 giu 2026.
Le performance passate non sono un'indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore)

Indice di riferimento: 40% MSCI AC World NR index + 40% ICE BofA Global Government index + 20% €STR Capitalized index. Indice ribilanciato trimestralmente.

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