
Nel terzo trimestre del 2026, Carmignac Portfolio Grande Europe (classe F EUR) ha registrato una performance leggermente negativa, pari al -0,36%, sovraperformando il proprio indice di riferimento, che ha segnato un calo dell’1,00%.
Nel terzo trimestre del 2026, i mercati azionari europei hanno registrato una certa volatilità, chiudendo il periodo in leggero calo. Gli investitori hanno dovuto confrontarsi con segnali contrastanti: da un lato, una stagione degli utili societari resiliente e dati sull’attività economica in miglioramento; dall’altro, il riemergere dei rischi geopolitici, l’aumento dei prezzi dell’energia e un forte rialzo dei rendimenti obbligazionari. Il conflitto in Medio Oriente è rimasto il principale fattore macroeconomico per gran parte del trimestre. Le quotazioni del petrolio Brent sono aumentate ripetutamente a causa dei crescenti timori legati all’offerta, alimentando le aspettative di inflazione ed esercitando pressioni al rialzo sui tassi di interesse a lungo termine. A settembre, la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi di riferimento di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%, pur riconoscendo che l’economia dell’area euro si era dimostrata più resiliente del previsto.
L’andamento dei settori ha rispecchiato questa insolita combinazione di crescita resiliente e rinnovate pressioni inflazionistiche. Il settore energetico si è distinto nettamente come il migliore del mercato, registrando un rialzo di circa il 20% nel corso del trimestre, mentre anche i settori finanziario e dei materiali hanno conseguito rendimenti positivi. Al contrario, i settori caratterizzati da una duration elevata e maggiormente sensibili ai tassi di interesse hanno generalmente risentito del contesto di mercato: i settori sanitario, tecnologico e dei beni di prima necessità hanno registrato performance negative, mentre i beni di consumo discrezionali e l’immobiliare sono stati tra i comparti più penalizzati. Le preoccupazioni legate alla situazione dei conti pubblici francesi hanno rappresentato un’ulteriore fonte di volatilità, provocando periodici ampliamenti degli spread sui titoli di Stato e pesando sui titoli azionari francesi, in particolare su quelli bancari.
L’intelligenza artificiale ha continuato a rappresentare un’importante fonte di dispersione delle performance. I titoli delle società attive nei settori dei semiconduttori e delle infrastrutture che beneficiano dello sviluppo dell’IA hanno registrato forti oscillazioni, poiché gli investitori hanno alternato l’entusiasmo per gli investimenti in conto capitale degli hyperscaler alle preoccupazioni sulla sostenibilità della spesa nell’intelligenza artificiale, sulle restrizioni alle esportazioni e sul ritmo di espansione della capacità produttiva. Allo stesso tempo, il mercato si è interrogato sempre più su quali società operanti nei settori del software, delle piattaforme finanziarie e dei servizi informativi potessero subire gli effetti dirompenti dell’intelligenza artificiale agentica. Ciò ha determinato brusche rotazioni tra i titoli percepiti come vincitori e perdenti dell’IA, spesso indipendentemente dai fondamentali societari di breve termine.
Nel corso del trimestre, il portafoglio ha sovraperformato il proprio indice di riferimento, nonostante una performance assoluta leggermente negativa. La selezione dei titoli è stata il principale motore della performance relativa, in particolare nei settori sanitario, industriale e tecnologico. Questo contributo positivo è stato parzialmente compensato dall’allocazione settoriale, soprattutto dall’assenza di esposizione al settore energetico, che ha registrato un forte rialzo nel periodo. A livello di singoli titoli, Genmab e Kingspan sono stati i principali contributori positivi, mentre DSV, Hermès, EssilorLuxottica e AstraZeneca hanno rappresentato i maggiori detrattori.
Il settore sanitario ha fornito il contributo positivo più significativo alla performance relativa, nonostante il comparto sia rimasto poco apprezzato dagli investitori. Genmab è stato il principale contributore positivo del portafoglio, sostenuto dalla crescente fiducia in vista della pubblicazione di una serie di importanti risultati clinici attesi entro la fine dell’anno. Anche Argenx ha registrato una buona performance, grazie ai risultati particolarmente favorevoli dello studio ALKIVIA su Vyvgart nel trattamento della miosite. Sartorius Stedim e Demant hanno contribuito positivamente. Abbiamo approfittato della debolezza del settore per rafforzare selettivamente alcune posizioni ad alta convinzione, tra cui Genmab, Argenx e AstraZeneca.
Anche il settore industriale ha fornito un contributo positivo significativo grazie alla selezione dei titoli, sebbene le performance delle singole società siano state molto eterogenee. Kingspan si è particolarmente distinta grazie a risultati molto solidi, con una domanda di soluzioni per i data center e di pannelli isolanti tradizionali in Nord America e in Europa superiore alle aspettative. Successivamente, la società ha annunciato un’operazione con effetti positivi attesi sugli utili, che ha ulteriormente rafforzato la sua esposizione al segmento dei data center. Anche IMCD ha contribuito positivamente, grazie a un aggiornamento sull’andamento dell’attività migliore delle attese, mentre RELX e Schneider Electric hanno sostenuto la performance. DSV è stato il principale detrattore e abbiamo approfittato della debolezza del titolo per incrementare leggermente la nostra posizione.
Nel settore tecnologico, SAP è stata tra i principali contributori positivi del portafoglio, mentre anche Nemetschek e Bechtle hanno fornito un contributo favorevole. Al contrario, ASML ha penalizzato la performance, in un contesto caratterizzato da ripetuti episodi di volatilità nel settore dei semiconduttori, alimentati dalle preoccupazioni sulla capacità produttiva legata all’intelligenza artificiale, dalle potenziali restrizioni alle vendite verso la Cina e dai segnali di progresso nello sviluppo di tecnologie di litografia nazionali in Cina. Abbiamo incrementato la posizione in ASML durante le fasi di debolezza, per poi ridurla parzialmente in occasione del successivo rialzo del titolo, con il miglioramento del sentiment di mercato.
Il settore finanziario ha generato rendimenti assoluti positivi, ma ha complessivamente penalizzato, seppur lievemente, la performance relativa. BBVA, Deutsche Börse ed Euronext si sono distinti tra i principali contributori positivi, sostenuti dalla resilienza degli utili, dall’attività sui mercati dei capitali e, nel caso di alcune banche, dal contesto di tassi di interesse più elevati. Al contrario, FlatexDEGIRO ha rappresentato un importante detrattore, a causa delle preoccupazioni legate all’orientamento strategico della società, alla concorrenza e alle esigenze di investimento. Anche Nordnet e Wise hanno inciso negativamente. Nel corso del trimestre, abbiamo adottato un approccio più prudente nei confronti delle banche, dopo il forte rialzo registrato dai loro titoli, riducendo l’esposizione a BBVA, Erste, National Bank of Greece, Finecobank e FlatexDEGIRO. Abbiamo continuato a privilegiare le società di maggiore qualità attive nelle infrastrutture finanziarie, rafforzando la posizione in Euronext.
Per quanto riguarda gli altri settori, l’assenza di esposizione al comparto energetico ha rappresentato il principale fattore penalizzante in termini di allocazione settoriale, poiché il settore ha registrato un forte rialzo sulla scia dell’aumento dei prezzi del petrolio. Anche il settore dei beni di consumo discrezionali ha attraversato una fase difficile, con Hermès che ha inciso significativamente in negativo sulla performance, a causa delle persistenti preoccupazioni del mercato riguardo al ritmo di ripresa della domanda cinese di beni di lusso. Infine, il settore dei servizi di pubblica utilità ha penalizzato la performance attraverso il titolo Grenergy Renovables.
Guardando al futuro, riteniamo che i mercati azionari europei continueranno a essere influenzati dall’interazione tra un’attività economica resiliente e un contesto meno favorevole sul fronte dell’inflazione e dei tassi di interesse. Finora, l’economia dell’area euro ha assorbito lo shock energetico meglio del previsto, grazie alla solidità del mercato del lavoro, al miglioramento della fiducia, alla spesa per infrastrutture e difesa e agli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, il conflitto in Medio Oriente, i prezzi dell’energia e le preoccupazioni legate ai conti pubblici rimangono importanti fonti di incertezza, mentre l’aumento dei rendimenti obbligazionari innalza il rendimento minimo richiesto dagli investitori per i titoli azionari a duration elevata.
In questo contesto, continuiamo a individuare opportunità interessanti nelle società di crescita di alta qualità, le cui valutazioni si sono ridotte nonostante la solidità dei fondamentali. Il settore sanitario rimane un’area di particolare interesse. Il trimestre ha dimostrato che i progressi nello sviluppo clinico e i catalizzatori specifici delle singole società possono generare rendimenti significativi anche quando il settore nel suo complesso attraversa una fase di debolezza. Continuiamo quindi a rafforzare selettivamente le posizioni nelle società per le quali riteniamo che il mercato stia sottovalutando il potenziale di crescita a lungo termine. Stiamo inoltre valutando ulteriori opportunità nei segmenti dei dispositivi medici e delle apparecchiature per le scienze della vita, dove le recenti contrazioni delle valutazioni hanno migliorato le prospettive di rendimento.
Manteniamo una visione positiva su alcune società selezionate che beneficiano degli investimenti strutturali nell’elettrificazione, nei data center e nelle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Continueremo tuttavia a gestire attivamente il peso delle posizioni quando le valutazioni diventano eccessive o i prezzi dei titoli risultano troppo dipendenti da un’unica narrativa di mercato. Allo stesso tempo, il crescente dibattito sugli effetti dirompenti dell’intelligenza artificiale sta creando opportunità nei settori del software, dei servizi informativi e delle piattaforme finanziarie, dove riteniamo che i timori legati al rischio di disintermediazione possano essere eccessivi rispetto alla solidità dei modelli di business delle società interessate.
1Fonte: Carmignac, Bloomberg, dati al 30/09/2026. I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Il rendimento può aumentare o diminuire in seguito a variazioni dei tassi di cambio, per le classi non coperte dal rischio cambio. La performance è al netto delle commissioni (escluse eventuali commissioni di sottoscrizione applicate dal distributore).
2Indice MSCI Europe NR.
*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Il Regolamento SFDR (Regolamento sull’informativa di sostenibilità dei mercati finanziari) 2019/2088 è un regolamento europeo che impone agli asset manager di classificare i propri fondi in tre categorie: Articolo 8: fondi che promuovono le caratteristiche ambientali e sociali, Articolo 9 che perseguono l'investimento sostenibile con obiettivi misurabili o Articolo 6 che non hanno necessariamente un obiettivo di sostenibilità. Per ulteriori informazioni consultare: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2019/2088/oj?locale=it.
| Carmignac Portfolio Grande Europe | +0,5 | −0,2 | +12,0 | +15,5 | −20,6 | +22,5 | +14,4 | +35,5 | −9,6 | +11,0 |
| Indice di riferimento | +9,6 | +19,4 | +8,8 | +15,8 | −10,6 | +24,9 | −2,0 | +26,8 | −10,8 | +10,6 |
| Carmignac Portfolio Grande Europe | +6,2% | +2,1% | +7,4% |
| Indice di riferimento | +14,9% | +9,6% | +9,1% |
Fonte: Carmignac al 30 set 2026.
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Indice di riferimento: MSCI Europe NR index
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