Carmignac Portfolio EM Debt: Lettera dei Gestori sul secondo trimestre 2026

Data di pubblicazione
17 luglio 2026
Tempo di lettura
5 minuto/i di lettura
+4,39%
Performance del Fondo nel secondo trimestre del 2026 (classe FW EUR Acc).
+3,60%
Performance del Fondo dall'inizio dell'anno (YTD) rispetto al +3,29% del suo indice di riferimento1 (classe FW EUR Acc).
1o quartile
Nella sua categoria Morningstar, da inizio anno, a 1 anno e a 3 anni (categoria: EAA Fund Global Emerging Markets Bond – classe FW EUR Acc).

Nel secondo trimestre del 2026, Carmignac Portfolio EM Debt ha registrato una solida performance del +4,39%, rispetto al +4,41% dell'indice di riferimento. La performance è stata trainata principalmente dalla nostra esposizione al debito dei mercati emergenti in valuta forte, cui si è aggiunto il contributo positivo della nostra allocazione in valute selezionate dei mercati emergenti.

Contesto di mercato

Il secondo trimestre del 2026 ha dimostrato ancora una volta quanto rapidamente possano cambiare le narrative di mercato. Dopo un primo trimestre turbolento, dominato dalle tensioni geopolitiche e dalle preoccupazioni per l'inflazione, il sentiment degli investitori è migliorato sensibilmente con l'attenuarsi dei timori di un conflitto più esteso in Medio Oriente. L'accordo provvisorio tra gli Stati Uniti e l'Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz hanno innescato il più marcato calo dei prezzi del Brent dall'inizio del 2020. La diminuzione dei prezzi dell'energia ha portato a una rivalutazione dei rischi inflazionistici, sostenendo i mercati obbligazionari globali e riportando l'attenzione degli investitori sulla resilienza dei fondamentali economici.

In questo contesto, le banche centrali hanno mantenuto un approccio prudente. In occasione della sua prima riunione sotto la presidenza di Kevin Warsh, la Federal Reserve (Fed) ha adottato un orientamento più restrittivo, sottolineando la resilienza dell'economia statunitense e indicando che i tassi di interesse potrebbero rimanere restrittivi più a lungo. Di conseguenza, le aspettative di mercato sono passate da modesti tagli dei tassi all'inizio del trimestre a quasi 40 punti base di ulteriore inasprimento entro la fine del trimestre. Mentre il ridimensionamento delle aspettative d'inflazione ha sostenuto i titoli di Stato europei, la solidità dei dati economici statunitensi ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury, rafforzando la divergenza tra i mercati obbligazionari dei Paesi sviluppati.

Il miglioramento del sentiment nei confronti del rischio ha fornito un contesto favorevole al debito dei mercati emergenti. Il debito sovrano in valuta forte è stato il segmento con la migliore performance, beneficiando di un generalizzato restringimento degli spread creditizi, con gli emittenti high yield che hanno sovraperformato quelli investment grade, mentre l'America Latina e la regione CEEMEA hanno guidato i rendimenti a livello regionale. L'indice EMBI Global Diversified ha registrato un restringimento di 37 punti base nel corso del trimestre.

Anche il debito in valuta locale ha registrato una performance positiva, sostenuto dal calo dei prezzi del petrolio, dall’attenuarsi dei timori inflazionistici e dagli interessanti rendimenti reali. Le performance migliori sono state registrate nell'area CEEMEA e in America Latina, dove il calo dei rendimenti e il rafforzamento delle valute hanno sostenuto i risultati, mentre i mercati asiatici hanno recuperato terreno verso la fine del trimestre grazie al miglioramento delle prospettive per le economie importatrici di petrolio favorito dalla diminuzione dei prezzi dell'energia.

Anche le valute dei mercati emergenti si sono apprezzate nel corso del trimestre, poiché il miglioramento della propensione al rischio e l'interessante carry hanno riportato gli investitori verso questa asset class. Le valute dell'area CEEMEA e dell'America Latina hanno guidato il rialzo, mentre le valute asiatiche hanno recuperato nel mese di giugno con l'attenuarsi delle tensioni geopolitiche e il calo dei prezzi del petrolio.

Analisi della performance

Nel corso del trimestre, il Fondo ha registrato una solida performance, trainata principalmente dal debito sovrano in valuta forte. Il miglioramento del sentiment degli investitori e il restringimento degli spread creditizi hanno sostenuto i rendimenti dell'intera asset class. Le nostre posizioni sovrane ad alta convinzione in Egitto, Costa d'Avorio e Ucraina sono state tra i principali contributori alla performance, mentre anche alcuni emittenti selezionati dell'America Latina hanno beneficiato della sovraperformance del debito sovrano high yield.

Le valute hanno rappresentato il secondo principale contributo alla performance del Fondo, poiché il miglioramento della propensione al rischio, l'interessante carry e il calo dei prezzi del petrolio hanno sostenuto le valute dei mercati emergenti. La performance è stata ben diversificata, con il fiorino ungherese, il peso messicano e la sterlina egiziana tra i principali contributori, mentre il recupero di diverse valute asiatiche nel mese di giugno ha fornito un ulteriore sostegno. Questi guadagni hanno più che compensato l'impatto negativo della nostra limitata esposizione al dollaro statunitense.

Anche il debito in valuta locale ha contribuito positivamente alla performance. La gestione attiva della duration ha consentito al portafoglio di beneficiare del miglioramento dei mercati obbligazionari locali con l'attenuarsi delle preoccupazioni legate all'inflazione. L'Ungheria ha registrato risultati particolarmente positivi in seguito all'elezione di Peter Magyar, mentre anche la Polonia e il Sudafrica hanno generato rendimenti positivi. Alcuni mercati selezionati dell'America Latina hanno ulteriormente sostenuto la performance grazie all'allentamento delle pressioni inflazionistiche, al miglioramento del contesto macroeconomico e al rafforzamento delle prospettive per i tassi locali.

Il principale fattore penalizzante nel corso del trimestre è stato rappresentato dalle nostre strategie di copertura sul credito. Poiché gli spread creditizi hanno continuato a restringersi, le nostre posizioni in credit default swap (CDS), sia su indici sia su emittenti sovrani selezionati, hanno inciso moderatamente sulla performance. Sebbene queste coperture abbiano ridotto i rendimenti in un contesto di propensione al rischio, continuano a rappresentare una componente importante della costruzione del portafoglio e del nostro quadro di gestione del rischio.

Prospettive per i prossimi mesi

Guardando al futuro, continuiamo a mantenere una visione positiva sul debito dei mercati emergenti dopo un altro trimestre di solide performance. Questa asset class continua a beneficiare di fondamentali macroeconomici resilienti, rendimenti reali elevati e di un contesto favorevole in termini di politica monetaria. L'inflazione rimane ben sotto controllo nella maggior parte delle economie emergenti, offrendo alle banche centrali una maggiore flessibilità nel mantenere invariata o allentare la politica monetaria. Al di là del contesto macroeconomico, anche il quadro politico è diventato sempre più favorevole, in particolare in America Latina. I recenti risultati elettorali in Perù e Colombia indicano un orientamento politico più favorevole agli investitori, mentre l'Argentina continua il suo notevole percorso di riequilibrio, essendo uscita dalla categoria dei Paesi con debito distressed e avendo registrato avanzi commerciali record, sostenuti dalla robusta crescita delle esportazioni energetiche. Anche in Asia gli sviluppi strutturali continuano a essere favorevoli. L'India ha aperto il proprio mercato obbligazionario agli investitori esteri, innescando afflussi di capitale record, mentre l'Indonesia ha annunciato ulteriori riforme che dovrebbero rafforzare l'attrattività del Paese per gli investimenti nel lungo periodo. Continuiamo pertanto a privilegiare un approccio attivo e selettivo al debito in valuta forte, ai tassi locali e alle valute.
Con il rafforzarsi delle nostre convinzioni nel corso del trimestre, abbiamo aumentato la duration del portafoglio da circa 330 punti base all'inizio di aprile a circa 660 punti base alla fine di giugno, principalmente attraverso un incremento dell'allocazione al debito in valuta locale. Le banche centrali dei mercati emergenti hanno inasprito la politica monetaria con largo anticipo rispetto alle loro controparti dei mercati sviluppati e oggi dispongono di una maggiore flessibilità nel mantenere invariata o allentare la politica monetaria, poiché l'inflazione rimane ben sotto controllo nella maggior parte delle economie. Nel frattempo, il marcato calo dei prezzi del petrolio ha attenuato le pressioni inflazionistiche, mentre i rendimenti delle obbligazioni locali restano elevati, lasciando ampio margine per una compressione dei rendimenti e rafforzando la nostra visione positiva sulla duration dei mercati emergenti.

Nell’ambito del debito locale, abbiamo aumentato l’esposizione in America Latina, in particolare in Messico, Colombia e Brasile, rafforzando al contempo le posizioni nell'Europa centrale e orientale, soprattutto in Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Continuiamo a mantenere una visione positiva sull'Ungheria dopo la vittoria elettorale del filoeuropeo Peter Magyar, poiché riteniamo che i mercati continuino a sottostimare il potenziale di normalizzazione politica ed economica del Paese. Un rapporto più costruttivo con l'Unione europea potrebbe sbloccare significativi finanziamenti europei, favorendo un'ulteriore convergenza dei rendimenti obbligazionari ungheresi verso quelli dell'area dell'euro. Più in generale, continuiamo a privilegiare i Paesi che offrono un quadro credibile di politica monetaria, rendimenti reali interessanti e un ulteriore potenziale di apprezzamento del mercato obbligazionario.

Il debito sovrano in valuta forte continua a rappresentare uno dei nostri temi di investimento a più alta convinzione. Manteniamo posizioni core in Paesi quali Costa d'Avorio, Egitto e Romania, continuando al contempo a ricercare opportunità idiosincratiche in grado di offrire interessanti rendimenti corretti per il rischio.

Nel corso del trimestre abbiamo inoltre rafforzato la nostra convinzione sulle valute dei mercati emergenti. Abbiamo incrementato le posizioni nelle valute latinoamericane a più alta convinzione, tra cui il real brasiliano, il peso colombiano e il peso messicano, insieme ad alcune valute selezionate dell'Europa centrale e orientale, come il fiorino ungherese. Con l'attenuarsi delle tensioni geopolitiche e il calo dei prezzi del petrolio, abbiamo aumentato l'esposizione ad alcune valute asiatiche sottovalutate che avevano sottoperformato durante il conflitto, in particolare la rupia indiana e la rupia indonesiana. Al contrario, abbiamo gradualmente ridotto l'esposizione al dollaro statunitense, concludendo il trimestre senza alcuna allocazione al dollaro, a conferma della nostra visione positiva sul mercato valutario dei mercati emergenti.

Infine, pur mantenendo una visione costruttiva, continuiamo a prestare particolare attenzione al profilo di rischio complessivo del portafoglio. Manteniamo pertanto coperture sul credito tramite indici CDS e alcuni emittenti sovrani selezionati, preservando al contempo l'esposizione a strategie indicizzate all'inflazione in Messico e Polonia, nonché ai breakeven europei, per proteggerci da un eventuale ritorno delle pressioni inflazionistiche.

Fonte: Carmignac, Bloomberg, 30/06/2026. Performance della classe FW EUR Acc, codice ISIN: LU1623763734.
1Indice di riferimento: 50% JPM GBI-EM Global Diversified Composite index + 50% JPM EMBI Global Diversified Hedged index.

Carmignac Portfolio EM Debt

Exploit fixed income opportunities across the entire emerging universe

Carmignac Portfolio EM Debt FW EUR Acc

ISIN: LU1623763734
Periodo minimo di investimento consigliato
3 anni
Livello di rischio*
3/7
Classificazione SFDR**
Articolo 8

*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari) 2019/2088. La classificazione SFDR dei Fondi può evolvere nel tempo.

Principali rischi del Fondo

** Mercati Emergenti:** Le condizioni di funzionamento e di controllo dei mercati "emergenti" possono divergere dagli standard prevalenti nelle grandi borse internazionali e avere implicazioni sulle quotazioni degli strumenti quotati nei quali il Fondo può investire.
Tasso d'interesse: Il rischio di tasso si traduce in una diminuzione del valore patrimoniale netto in caso di variazione dei tassi.
Cambio: Il rischio di cambio è connesso all'esposizione, mediante investimenti diretti ovvero utilizzando strumenti finanziari derivati, a una valuta diversa da quella di valorizzazione del Fondo.
Credito: Il rischio di credito consiste nel rischio d'insolvibilità da parte dell'emittente.
L'investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.

Costi

ISIN: LU1623763734
Costi di ingresso
Non addebitiamo una commissione di ingresso. 
Costi di uscita
Non addebitiamo una commissione di uscita per questo prodotto.
Commissioni di gestione e altri costi amministrativi o di esercizio
1,06% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima basata sui costi effettivi dell'ultimo anno.
Commissioni di performance
Per questo prodotto non si applicano le commissioni di performance.
Costi di transazione
0,34% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima dei costi sostenuti per l'acquisto e la vendita degli investimenti sottostanti per il prodotto. L'importo effettivo varierà a seconda dell'importo che viene acquistato e venduto.

Performance

ISIN: LU1623763734
Carmignac Portfolio EM Debt+3,6+7,9+4,1+15,3−9,0+3,9+10,5+28,9−10,0+1,1
Indice di riferimento+3,3+8,6+4,4+8,9−5,9−1,8−5,8+15,6−1,5+0,4
Carmignac Portfolio EM Debt+6,1%+3,8%+5,7%
Indice di riferimento+6,5%+3,4%+2,7%

Fonte: Carmignac al 30 giu 2026.
Le performance passate non sono un'indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore). L'investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.

Indice di riferimento: 50% JP Morgan GBI – Emerging Markets Global Diversified Composite Unhedged EUR Index (JGENVUEG) + 50% JPMorgan EMBI Global Diversified EUR hedged Index (JPEIDHEU)

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