
Carmignac Patrimoine (A EUR Acc) ha registrato una performance del +3,12% nel terzo trimestre del 2026, sovraperformando l’indice di riferimento, rimasto sostanzialmente invariato al +0,10%.
Il terzo trimestre è stato caratterizzato da una crescente divergenza tra la resilienza dell’attività economica e un contesto dei tassi sempre più impegnativo. La crescita globale ha continuato a essere sostenuta dai solidi investimenti delle imprese, in particolare nell’intelligenza artificiale, mentre le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno spinto nettamente al rialzo i prezzi dell’energia. Insieme alle persistenti pressioni inflazionistiche, questa resilienza ha indotto le banche centrali a mantenere un orientamento restrittivo, con la Federal Reserve e la BCE che hanno entrambe aumentato i tassi di interesse nel corso del trimestre.
I mercati obbligazionari sono stati sottoposti a pressioni significative, poiché l’aumento delle aspettative di inflazione, l’inasprimento della politica monetaria e i timori relativi alla sostenibilità di bilancio hanno spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. I tassi a lungo termine sono aumentati nettamente nei mercati sviluppati, mentre gli investitori sono diventati sempre più selettivi nei confronti degli emittenti sovrani. In Europa, i titoli di Stato francesi sono stati particolarmente penalizzati dall’incertezza politica e dal deterioramento delle prospettive di bilancio, determinando un ampliamento degli spread rispetto alla Germania. Il tono restrittivo della Fed ha inoltre sostenuto il dollaro statunitense verso la fine del trimestre.
Nonostante il difficile contesto macroeconomico, i mercati azionari globali si sono mantenuti relativamente resilienti, ma la performance complessiva ha celato tendenze sempre più divergenti. I titoli tecnologici statunitensi e le società di semiconduttori dei mercati emergenti hanno continuato a guidare il mercato, sostenuti dai solidi investimenti legati all’IA e dal momentum degli utili. È importante sottolineare che la crescita degli utili di molte di queste società ha superato i rialzi delle quotazioni azionarie, consentendo una contrazione delle valutazioni nonostante i rendimenti positivi. Altrove, il quadro è stato più impegnativo. Le azioni europee sono state sottoposte a pressioni, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia e dei rendimenti ha gravato sulle valutazioni. Allo stesso tempo, la leadership di mercato è rimasta insolitamente instabile, alternandosi tra titoli tecnologici ad alta crescita, difensivi e orientati al valore.
Il Fondo ha registrato un trimestre solido, con un rialzo superiore al 3%, in un contesto difficile per i fondi multi-asset a causa dell’aumento dei tassi. È importante sottolineare che la performance è stata ben diversificata tra le diverse asset class, con contributi positivi da parte di azioni, obbligazioni e valute.
Il posizionamento azionario ha rappresentato una fonte fondamentale di performance. Un approccio più selettivo ai titoli tecnologici ad alto beta, unito a una maggiore esposizione a società di qualità nei settori sanitario e finanziario, ha aiutato il Fondo ad affrontare la brusca correzione estiva. Prima dell’estate, avevamo in particolare effettuato prese di profitto su SK Hynix e rafforzato la nostra esposizione a società tecnologiche di qualità, nonché a opportunità al di là del solo segmento dell’hardware. La tecnologia è rimasta il principale driver di performance, trainata da Atlassian, Nvidia e Asia Vital Components, mentre le posizioni difensive nei settori sanitario e finanziario, come Cencora, McKesson e Intercontinental Exchange, hanno fornito una preziosa diversificazione durante le fasi di volatilità del mercato. Con la ripresa dei mercati, anche alcune convinzioni selezionate nei semiconduttori e nella tecnologia hanno fornito un contributo significativo, consentendo al portafoglio di combinare la resilienza durante la fase di ribasso con la partecipazione al successivo rimbalzo.
Il contributo più significativo è giunto dall’obbligazionario. In un trimestre caratterizzato da una correzione generalizzata e marcata dei mercati dei titoli di Stato, il Fondo non si è limitato a resistere all’aumento dei rendimenti: il suo posizionamento flessibile gli ha consentito di beneficiarne. La maggiore esposizione alle obbligazioni indicizzate all’inflazione e agli swap sull’inflazione ha contribuito positivamente con il rialzo delle aspettative di inflazione, mentre la gestione attiva della duration si è dimostrata particolarmente efficace. Le posizioni corte sul tratto lungo delle curve dei rendimenti statunitensi ed europee hanno generato guadagni con l’irripidimento ribassista delle curve. Verso la fine del trimestre, in seguito alla marcata revisione delle aspettative relative alla BCE, abbiamo inoltre aumentato l’esposizione ai tassi in euro a breve termine. Ciò consente al portafoglio di affrontare rischi in entrambe le direzioni: la persistenza dell’inflazione, ma anche la possibilità che condizioni finanziarie più restrittive finiscano per pesare sull’attività economica.
Le valute e le materie prime hanno fornito un ulteriore livello di diversificazione. Le posizioni nello yen giapponese e nel won coreano hanno contribuito positivamente, insieme all’esposizione a valute sensibili alle materie prime, come il dollaro australiano. Anche le società minerarie aurifere e del rame hanno apportato valore nel corso del trimestre, grazie alla gestione attiva di tali esposizioni, che ha consentito al Fondo di beneficiare in parte del loro rimbalzo ad agosto.
L’economia globale continua a mostrare resilienza, ma molte delle forze che sostengono la crescita sono anche inflazionistiche. Le perturbazioni geopolitiche e legate al clima stanno esercitando pressioni al rialzo sui prezzi delle materie prime, mentre l’aumento della spesa per la difesa, le infrastrutture e il clima sta alimentando la domanda. Il ciclo di investimenti nell’IA rafforza questa dinamica: anche se nel tempo dovrebbe generare significativi incrementi di produttività, l’entità degli investimenti necessari sta già creando domanda aggiuntiva e colli di bottiglia nei semiconduttori, nelle infrastrutture energetiche e nei metalli industriali.
Questa combinazione di crescita nominale resiliente, inflazione persistente e ampi deficit di bilancio dovrebbe continuare a esercitare pressioni sui rendimenti a lungo termine. Le banche centrali si trovano pertanto ad affrontare un compromesso sempre più difficile tra inflazione e crescita, mentre i mercati obbligazionari stanno diventando meno tolleranti nei confronti degli squilibri di bilancio. L’Europa ne è un chiaro esempio: la resilienza dell’attività e l’attenzione della BCE alla stabilità dei prezzi continuano a fornire sostegno, ma i rischi di bilancio e politici stanno determinando una maggiore differenziazione tra i mercati sovrani. Consideriamo l’ampliamento degli spread francesi principalmente come un riprezzamento legato ai fondamentali di bilancio, piuttosto che come l’inizio di una più ampia crisi del debito sovrano europeo.
In questo contesto, manteniamo un orientamento costruttivo sulle azioni, poiché la resilienza della crescita nominale continua a sostenere gli utili societari. Manteniamo una forte convinzione nel tema strutturale dell’IA, in particolare nei semiconduttori, ma stiamo diversificando sempre più le nostre fonti di crescita. Abbiamo ridotto selettivamente alcune esposizioni alla tecnologia a favore di opportunità nei settori legati ai consumi, finanziario e sanitario. Abbiamo inoltre aggiunto coperture contro la volatilità, approfittando della contenuta volatilità complessiva in un momento in cui la dispersione tra i singoli titoli rimane elevata.
Nell’obbligazionario, i rendimenti più elevati stanno creando punti d’ingresso più interessanti. Attualmente privilegiamo il tratto breve della curva europea, dove i mercati sembrano eccessivamente pessimisti sull’entità dei futuri rialzi dei tassi della BCE, pur mantenendo un atteggiamento prudente sulle obbligazioni a più lunga scadenza, alla luce dei persistenti rischi di inflazione, degli ampi deficit di bilancio e della ricostituzione dei premi a termine. Continuiamo a ravvisare valore nelle obbligazioni indicizzate all’inflazione, in particolare nei titoli italiani indicizzati all’inflazione con scadenze intermedie, dove i rendimenti reali rimangono interessanti. Negli Stati Uniti, manteniamo una bassa duration alla luce del potenziale aumento del deficit dopo le elezioni di metà mandato. Manteniamo inoltre un orientamento difensivo sul credito, con un’esposizione limitata ai segmenti più speculativi, preservando al contempo la flessibilità necessaria per riallocare il capitale in caso di ampliamento degli spread.
Infine, le valute rimangono un’importante fonte di diversificazione. Manteniamo una sottoponderazione strutturale del dollaro statunitense: il riemergere dell’incertezza in Europa potrebbe sostenerne il ruolo di bene rifugio nel breve termine, ma non modifica la nostra visione più prudente nel lungo periodo. Manteniamo inoltre una posizione lunga sullo yen giapponese per le sue caratteristiche difensive, insieme a un’esposizione selettiva alle valute dei mercati emergenti, tra cui il real brasiliano.
*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Il Regolamento SFDR (Regolamento sull’informativa di sostenibilità dei mercati finanziari) 2019/2088 è un regolamento europeo che impone agli asset manager di classificare i propri fondi in tre categorie: Articolo 8: fondi che promuovono le caratteristiche ambientali e sociali, Articolo 9 che perseguono l'investimento sostenibile con obiettivi misurabili o Articolo 6 che non hanno necessariamente un obiettivo di sostenibilità. Per ulteriori informazioni consultare: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2019/2088/oj?locale=it.
| Carmignac Patrimoine | +7,4 | +12,1 | +7,1 | +2,2 | −9,4 | −0,9 | +12,4 | +10,5 | −11,3 | +0,1 |
| Indice di riferimento | +6,7 | +1,1 | +11,4 | +7,7 | −10,3 | +13,3 | +5,2 | +18,2 | −0,1 | +1,5 |
| Carmignac Patrimoine | +10,2% | +3,2% | +2,9% |
| Indice di riferimento | +7,8% | +4,0% | +5,5% |
Fonte: Carmignac al 30 set 2026.
Le performance passate non sono un'indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore)
Indice di riferimento: 40% MSCI AC World NR index + 40% ICE BofA Global Government Index + 20% €STR Capitalized Index. Frequenza di ribilanciamento: Trimestrale
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