I mercati si trovano attualmente di fronte a un paradosso. I tassi di interesse sono tornati vicini ai massimi raggiunti nel periodo post-Covid, i rischi geopolitici permangono irrisolti e le pressioni inflazionistiche stanno riemergendo. Eppure, le azioni e il credito hanno continuato a dimostrarsi resilienti, sostenuti in larga misura dagli utili societari, un tema che abbiamo approfondito nel nostro articolo "Il prezzo della resilienza".
Per gli investitori, ciò solleva una questione fondamentale: un Fondo come Carmignac Patrimoine dovrebbe essere ancora esposto agli asset rischiosi? A nostro avviso, la risposta è sì, ma non a tutti. In altre parole, la questione non è se assumere rischio, bensì quali rischi valga ancora la pena assumere.
Ciò è particolarmente vero in un contesto in cui la definizione tradizionale di “asset rischiosi” è diventata meno netta. L'oro, generalmente considerato un bene rifugio, si è comportato più come un asset guidato dal momentum, mentre i tassi hanno talvolta rappresentato una fonte di volatilità anziché di protezione. Ai fini di questo articolo, ci concentriamo su tre aree in cui l'assunzione di rischio continua a essere centrale nella costruzione del portafoglio: azioni, credito e debito dei mercati emergenti.

Per quanto riguarda le azioni, manteniamo una visione globalmente costruttiva. È vero che le valutazioni non sono più convenienti: gli indici statunitensi sono vicini ai massimi storici, la leadership di mercato si è ristretta e la volatilità di breve termine rimane instabile in un contesto geopolitico ancora incerto. L'elemento centrale per le valutazioni è naturalmente il forte movimento dei tassi. Rendimenti più elevati aumentano il tasso di sconto applicato agli utili futuri e rendono ancora più importante la disciplina di valutazione, in particolare nei segmenti più costosi del mercato. Tuttavia, i soli tassi non sono sufficienti, almeno per il momento, a giustificare un disimpegno dalle azioni quando i fondamentali continuano a essere solidi. Negli Stati Uniti, in particolare, gli utili societari hanno mostrato una notevole resilienza, con gli utili del primo trimestre delle società dell'S&P 500 che hanno superato ampiamente le aspettative. Questa dinamica degli utili è una delle ragioni principali per cui le azioni sono state in grado di assorbire tassi più elevati, timori inflazionistici e tensioni geopolitiche.
Detto ciò, il mercato sta diventando più selettivo. Ciò che ha funzionato di recente è chiaro: esposizione agli Stati Uniti, esposizione all'intelligenza artificiale (IA) e momentum. Allo stesso tempo, l'ampiezza del mercato si è ridotta, con un numero limitato di titoli che traina la performance degli indici. Ciò non è necessariamente un segnale di euforia irrazionale; dimostra anche che gli investitori distinguono sempre più tra le società in grado di generare utili e quelle che non lo sono.
La nostra convinzione di lungo periodo sull'IA rimane intatta. Non la consideriamo semplicemente una narrativa di mercato, ma un cambiamento strutturale nell'allocazione del capitale, con la tecnologia che rappresenta una quota crescente degli investimenti globali. Tuttavia, avere una visione positiva sull'IA non significa esporsi indiscriminatamente all'intero settore tecnologico. Dopo il forte rialzo, abbiamo realizzato prese di profitto graduali e regolari su parte della nostra esposizione ai semiconduttori, in particolare sui titoli a beta più elevato. Non si tratta di un cambiamento della nostra visione di lungo termine, bensì di un approccio disciplinato alla gestione del rischio di valutazione e della concentrazione del portafoglio.
Allo stesso tempo, abbiamo rafforzato il resto del portafoglio azionario. L'attenzione del mercato verso l'IA ha lasciato in secondo piano altri segmenti, creando opportunità in società caratterizzate da fondamentali solidi e valutazioni più ragionevoli. Per questo continuiamo a costruire un'esposizione azionaria più equilibrata, combinando temi di crescita di lungo periodo con elementi di diversificazione quali distributori statunitensi del settore sanitario a carattere difensivo, Berkshire Hathaway e alcune banche selezionate dei mercati emergenti.
In pratica, il nostro approccio è di tipo barbell: mantenere l'esposizione ai vincitori strutturali, aggiungendo al contempo società resilienti e con valutazioni interessanti al di fuori delle aree più affollate del mercato. Utilizziamo inoltre opzioni put quando la compiacenza del mercato appare eccessiva e il costo della protezione diventa interessante. Queste opzioni out-of-the-money sono concepite per proteggere il portafoglio in caso di shock significativo di mercato. In altre parole, disponiamo di una gerarchia delle probabilità, ma costruiamo il portafoglio affinché possa resistere anche nel caso in cui il nostro scenario si riveli errato. Rimaniamo pertanto positivi sulle azioni, ma il messaggio è chiaro: dopo il forte movimento dei tassi, la disciplina di valutazione è un elemento centrale nella costruzione del portafoglio.

Dopo due anni di solide performance, il credito è stato uno dei segmenti più redditizi dell’obbligazionario, soprattutto perché il carry si è dimostrato molto più efficace delle obbligazioni governative a lunga scadenza. Tuttavia, la forte domanda di rendimento ha anche spinto al rialzo le valutazioni, riducendo il margine di errore.
I mercati del credito hanno mostrato una notevole resilienza durante i recenti episodi di volatilità, comprese le tensioni seguite al “Liberation Day”1. Tale resilienza, tuttavia, non deve essere confusa con l'assenza di rischio. Riteniamo che il nuovo contesto protezionistico, le persistenti interruzioni delle catene di approvvigionamento e il rischio di un'inflazione più elevata per un periodo prolungato possano mettere sotto pressione gli emittenti più vulnerabili, in particolare nei settori dei beni di consumo, dell’industria automobilistica, della chimica e delle industrie orientate all’esportazione. Allo stesso tempo, un costo del capitale più elevato aumenta il rischio di rifinanziamento e dovrebbe contribuire a una graduale normalizzazione dei tassi di default.
Per questo motivo non riteniamo che oggi la migliore opportunità risieda in un'esposizione generalizzata al beta del credito. In un portafoglio multi-asset preferiamo assumere rischio direzionale attraverso le azioni, dove il potenziale di rialzo appare più interessante, piuttosto che tramite un'esposizione generica al credito, dove gli spread incorporano già una quota significativa di ottimismo.
Detto questo, il credito rimane un mercato ampio e inefficiente, che continua a offrire opportunità agli investitori attivi. La chiave consiste nel concentrarsi sui segmenti in cui il carry è supportato dai fondamentali. Continuiamo a individuare valore in alcune obbligazioni high yield selezionate, in particolare nel settore energetico, dove le società hanno razionalizzato i propri modelli di business dopo anni di sottoinvestimenti e possono inoltre beneficiare dell'acuirsi delle tensioni geopolitiche, come dimostrano le recenti preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz, nonché nel debito finanziario, in particolare nelle banche europee, i cui bilanci sono stati strutturalmente rafforzati dalla regolamentazione introdotta dopo il 2008. Anche il credito strutturato può offrire interessanti opportunità corrette per il rischio, se selezionato con attenzione.
Considerato l'attuale contesto di valutazione, le coperture continuano a essere essenziali. Una strategia che combina una selezione idiosincratica del credito con una protezione tramite indici di credito o CDS può contribuire a preservare il carry limitando al contempo l'esposizione a un più ampio ampliamento degli spread. Le posizioni in CDS coprono direttamente il rischio di credito, ma offrono anche una protezione più ampia contro un deterioramento della propensione al rischio sui mercati, compresi quelli azionari, rappresentando così uno strumento efficiente per proteggere i portafogli multi-asset da una più estesa fase di avversione al rischio.

I mercati emergenti hanno iniziato il 2026 in una posizione di forza, sostenuti da tassi reali più elevati, saldi esterni più solidi e quadri di politica economica più credibili. La volatilità innescata dallo shock petrolifero di marzo non ha provocato tensioni finanziarie più ampie, evidenziando la maggiore resilienza di questa asset class rispetto ai precedenti episodi di crisi.
Le prospettive per il debito dei mercati emergenti continuano a essere sostenute da livelli di carry interessanti, fondamentali in miglioramento, minori tassi reali statunitensi e un dollaro più debole. Tuttavia, le valutazioni non sono più uniformemente convenienti, il che implica che gli investitori debbano concentrarsi meno su un'esposizione generalizzata al beta di mercato e maggiormente sulla selezione di Paesi, valute ed emittenti. Opportunità come il debito messicano o alcuni emittenti sovrani africani selezionati, tra cui la Costa d'Avorio, dimostrano come sia ancora possibile trovare valore.
Le valute rappresentano le opportunità più interessanti e continuiamo a privilegiare quelle in cui carry, valutazioni e dinamiche esterne offrono, a nostro avviso, la migliore asimmetria. L'America Latina rimane una delle nostre principali aree di convinzione, con il real brasiliano e il peso cileno che si distinguono grazie a livelli di carry interessanti, ampia liquidità e quadri macroeconomici favorevoli.
Detto ciò, manteniamo un approccio prudente sui tassi locali, poiché prezzi del petrolio elevati e il riemergere di pressioni inflazionistiche potrebbero indurre alcune banche centrali a interrompere i cicli di allentamento monetario o persino a riprendere i rialzi dei tassi.
Costruire un portafoglio diversificato come Carmignac Patrimoine significa quindi allocare il capitale laddove il profilo rischio-rendimento appare più interessante. Ciò richiede una visione chiara sugli asset rischiosi, ma anche una disciplina più ampia nella costruzione del portafoglio per evitare di accumulare semplicemente rischi correlati.
In questo contesto, e considerando che la correlazione tra azioni e obbligazioni è oggi più positiva rispetto al passato, la nostra esposizione agli asset rischiosi sopra descritti deve essere bilanciata mediante leve complementari di portafoglio. Ad esempio, mantenere una duration modificata bassa, o addirittura negativa, negli Stati Uniti può contribuire a compensare il rischio di una rinnovata pressione al rialzo sui rendimenti e a conferire una struttura complessiva del portafoglio più robusta.
In ultima analisi, l'obiettivo non è soltanto individuare interessanti opportunità di investimento, ma anche combinarle in modo da preservare la diversificazione, limitare i drawdown e migliorare la capacità del portafoglio di generare performance.

*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari) 2019/2088. La classificazione SFDR dei Fondi può evolvere nel tempo.
| Carmignac Patrimoine | +3,2 | +12,1 | +7,1 | +2,2 | −9,4 | −0,9 | +12,4 | +10,5 | −11,3 | +0,1 |
| Indice di riferimento | +2,7 | +1,1 | +11,4 | +7,7 | −10,3 | +13,3 | +5,2 | +18,2 | −0,1 | +1,5 |
| Carmignac Patrimoine | +8,2% | +2,0% | +2,8% |
| Indice di riferimento | +6,9% | +4,1% | +5,6% |
Fonte: Carmignac al 30 apr 2026.
Le performance passate non sono un'indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore). L'investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.
Indice di riferimento: 40% MSCI AC World NR index + 40% ICE BofA Global Government index + 20% €STR Capitalized index. Indice ribilanciato trimestralmente.
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La decisione di investire in detto fondo dovrebbe tenere conto di tutti i suoi obiettivi e le sue caratteristiche descritte nel relativo prospetto. Il riferimento a titoli o strumenti finanziari specifici è riportato a titolo meramente esemplificativo per illustrare titoli attualmente o precedentemente presenti nei portafogli dei Fondi della gamma Carmignac. Tale riferimento non è volto pertanto a promuovere l’investimento diretto in detti strumenti né costituisce una consulenza di investimento. La Società di Gestione ha la facoltà di effettuare transazioni con tali strumenti prima della pubblicazione della comunicazione. I portafogli dei Fondi Carmignac possono essere modificati in qualsiasi momento. Il riferimento a titoli o strumenti finanziari specifici è riportato a titolo meramente esemplificativo per illustrare titoli attualmente o precedentemente presenti nei portafogli dei Fondi della gamma Carmignac. Tale riferimento non è volto pertanto a promuovere l’investimento diretto in detti strumenti né costituisce una consulenza di investimento. La Società di Gestione ha la facoltà di effettuare transazioni con tali strumenti prima della pubblicazione della comunicazione. I portafogli dei Fondi Carmignac possono essere modificati in qualsiasi momento. Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. L’orizzonte di investimento raccomandato si intende come periodo minimo e non è una raccomandazione a vendere allo scadere di tale periodo.
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