Carmignac Portfolio Global Bond: Lettera del Gestore sul primo trimestre 2026

Data di pubblicazione
20 aprile 2026
Tempo di lettura
4 minuto/i di lettura
+0,34%
Performance del Fondo nel primo trimestre del 2026 (Classe A EUR Acc).
+0,59%
Performance dell’indice di riferimento1 nel primo trimestre del 2026 (classe A EUR Acc).
+6,86%
Sovraperformance del Fondo sul suo orizzonte di investimento raccomandato (tre anni) rispetto all’indice di riferimento1 (classe A EUR Acc).

Nel primo trimestre del 2026, Carmignac Portfolio Global Bond ha registrato una performance del +0,34%, rispetto al +0,59% dell’indice di riferimento1.

Analisi di mercato

Il primo trimestre del 2026 è stato caratterizzato da una successione di shock geopolitici e politici, culminati nello scoppio di un conflitto che ha coinvolto l’Iran, che ha infine determinato una brusca rivalutazione sui mercati obbligazionari.

I primi due mesi dell'anno si sono svolti in un contesto relativamente costruttivo, sebbene sempre più fragile. I rischi politici sono riemersi rapidamente, con tensioni legate alla Groenlandia, il ritorno di minacce tariffarie e l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela che hanno contribuito a un graduale deterioramento del sentiment. L’incertezza sulla politica commerciale a seguito della sentenza della Corte Suprema statunitense sui dazi, unita alle crescenti preoccupazioni sull’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sull’occupazione e ai primi segnali di stress nel credito privato, ha ulteriormente accresciuto la cautela degli investitori.

Questo contesto ha determinato un netto aumento dell'avversione al rischio e ha sostenuto i mercati dei titoli di Stato, con un conseguente calo dei rendimenti, con i tassi a 10 anni tedeschi e statunitensi in diminuzione rispettivamente di circa 20 e 30 punti base nel mese di febbraio.

Il mese di marzo ha tuttavia segnato un netto cambio di regime. Lo scoppio del conflitto militare con l’Iran alla fine di febbraio e il rischio di interruzioni nello Stretto di Hormuz hanno innescato un forte aumento dei prezzi dell’energia e una rivalutazione dei rischi inflazionistici. L’inflazione nell’area euro è salita al 2,5% a marzo e la BCE ha avvertito il 19 marzo che il conflitto stava creando rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita. Le aspettative di inflazione sono aumentate in modo significativo, con l’inflation swap a 1 anno dell’area euro in rialzo di 157 punti base a marzo, fino al 3,37%. Di conseguenza, i mercati sono rapidamente passati dallo scontare possibili tagli dei tassi all’anticipare ulteriori strette monetarie, portando a una vendita generalizzata degli asset obbligazionari.

I mercati dei titoli di Stato hanno reagito bruscamente. In Europa, il rendimento del Bund a 10 anni è aumentato di 15 punti base nel trimestre fino a raggiungere il 3,00%, chiudendo sopra questa soglia per la prima volta dal 2011, inclusi 36 punti base di aumento nel solo mese di marzo. Il movimento è stato ancora più marcato sulla parte breve della curva, con il rendimento a 2 anni in aumento di 62 punti base nel mese, riflettendo una rapida revisione delle aspettative di politica monetaria verso oltre tre rialzi dei tassi entro fine anno. Negli Stati Uniti, anche i rendimenti dei Treasury sono aumentati, con il decennale intorno al 4,30% a fine trimestre.

I mercati del credito hanno seguito lo stesso andamento, con un marcato aumento dell’avversione al rischio. Gli spread si sono ampliati significativamente su tutta la linea, come evidenziato dall’indice iTraxx Xover, in aumento di 93 punti base a marzo, sottolineando la rivalutazione generalizzata del rischio di credito.

Sui mercati valutari, il dollaro statunitense ha registrato una performance complessivamente positiva nel trimestre, indebolendosi a gennaio per timori di svalutazione, per poi recuperare a partire da febbraio in un contesto più avverso al rischio e di estendere i guadagni a marzo. Anche le valute legate alle materie prime e quelle dei mercati emergenti, in particolare in America Latina, hanno registrato buone performance.

Revisione della performance

Il Fondo ha registrato una performance positiva nel trimestre, con contributi principalmente trainati dalle strategie valutarie, mentre tassi e prodotti a spread hanno mostrato un andamento più misto in un contesto volatile caratterizzato da aspettative sui tassi in evoluzione e tensioni geopolitiche.

Le strategie sui tassi sono state complessivamente negative. Tra i detrattori figurano le posizioni lunghe sui tassi tedeschi e l’esposizione ai tassi dei mercati emergenti, in particolare in Ungheria e Sudafrica, in un contesto di rendimenti in aumento. Questi effetti sono stati parzialmente compensati dai guadagni derivanti da posizioni corte sui tassi statunitensi, britannici e francesi, in particolare durante il movimento di marzo guidato da aspettative di inflazione più elevate. Anche le strategie sull’inflazione hanno contribuito positivamente.

I prodotti a spread hanno fornito un contributo complessivamente neutro. Il debito dei mercati emergenti in valuta forte è stato penalizzato dalla brusca rivalutazione osservata a marzo, dovuta sia all’aumento dei tassi sottostanti sia all’ampliamento degli spread. Il credito corporate è rimasto sostanzialmente neutro nel periodo, mentre le strategie di copertura del credito, in particolare tramite CDS, hanno contribuito positivamente.

Le strategie valutarie sono state il principale contributore alla performance nel trimestre. Il dollaro statunitense è stato il principale contributore, affiancato dai guadagni su diverse valute legate alle materie prime e su valute dei mercati emergenti, in particolare la corona norvegese, il real brasiliano, il dollaro australiano e il peso messicano.

La duration modificata è stata gestita attivamente durante il trimestre, partendo da 3,3, scendendo a circa 2,8 a fine febbraio, per poi essere riportata a circa 4,5 a fine trimestre.

A febbraio, il calo dei rendimenti guidato dall’avversione al rischio — legata a preoccupazioni sull’IA, tensioni geopolitiche e incertezza sui dazi — ci ha portato a rafforzare l’esposizione corta sui tassi statunitensi, in un contesto di crescita resiliente e inflazione persistente.

A seguito dell’escalation del conflitto con l’Iran e del conseguente movimento dei tassi globali, abbiamo progressivamente aumentato la duration, concentrandoci sulla parte breve delle curve europee, in particolare Germania, Francia e Italia, dove i rendimenti sono diventati più interessanti poiché i mercati scontavano un numero eccessivo di rialzi dei tassi della BCE rispetto alle prospettive di crescita.

Abbiamo inoltre adeguato le strategie sull’inflazione estendendo la duration, trasferendo parte dell’esposizione da strumenti a breve termine a strumenti a più lunga scadenza.

A marzo, abbiamo ridotto l’esposizione all’euro dal 62% al 42%, riallocando verso il dollaro statunitense (dal 9% al 15%) e lo yen giapponese (dal 5% al 14%).

Prospettive

Il contesto globale è caratterizzato da un’elevata incertezza, trainata da tensioni geopolitiche, aumento dei prezzi dell’energia e persistenti pressioni inflazionistiche, mentre la crescita rimane relativamente resiliente. In questo contesto, le banche centrali dispongono di margini di manovra limitati. Il portafoglio è posizionato con una duration modificata più elevata, intorno a 4,5, principalmente trainata dall’esposizione ai mercati emergenti e ai tassi europei, in particolare in Germania, e integrata dal carry del credito.

Per quanto riguarda i tassi, manteniamo un approccio prudente negli Stati Uniti, dove crescita resiliente e rischi inflazionistici suggeriscono pressioni al rialzo sui rendimenti. Al contrario, privilegiamo la duration europea sulla parte breve della curva, in particolare in Germania, dove le aspettative di mercato sui rialzi dei tassi appaiono eccessive rispetto al contesto macroeconomico. Manteniamo inoltre posizioni corte su Francia e Regno Unito, riflettendo preoccupazioni fiscali, e restiamo corti sul Giappone alla luce delle dinamiche inflazionistiche in corso. Nei mercati emergenti, continuiamo a privilegiare selettivamente i Paesi che offrono rendimenti reali interessanti.

La nostra esposizione ai prodotti a spread rimane significativa, con un focus sul debito dei mercati emergenti in valuta forte e sul credito corporate selezionato, contribuendo sia al carry sia alla diversificazione. Tuttavia, alla luce di valutazioni più tirate e di episodi di avversione al rischio, manteniamo strategie di copertura per mitigare un potenziale ampliamento degli spread.

Nel mercato valutario, manteniamo un’esposizione limitata al dollaro statunitense. Privilegiamo un paniere diversificato di valute emergenti e legate alle materie prime, mantenendo al contempo un’esposizione allo yen giapponese, sostenuto dal processo di normalizzazione della politica monetaria.

Fonte: Carmignac, Bloomberg, 31/03/2026. Performance della classe A EUR Acc, codice ISIN: LU0336083497.
1Indice di riferimento: JPM Global Government Bond Index (cedole reinvestite).

Carmignac Portfolio Global Bond

Approccio macroeconomico, globale e flessibile sui mercati obbligazionari

Carmignac Portfolio Global Bond A EUR Acc

ISIN: LU0336083497
Periodo minimo di investimento consigliato
3 anni
Livello di rischio*
2/7
Classificazione SFDR**
Articolo 8

*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l'investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari) 2019/2088. La classificazione SFDR dei Fondi può evolvere nel tempo.

Principali rischi del Fondo

Credito: Il rischio di credito consiste nel rischio d'insolvibilità da parte dell'emittente.
Tasso d'interesse: Il rischio di tasso si traduce in una diminuzione del valore patrimoniale netto in caso di variazione dei tassi.
Cambio: Il rischio di cambio è connesso all'esposizione, mediante investimenti diretti ovvero utilizzando strumenti finanziari derivati, a una valuta diversa da quella di valorizzazione del Fondo.
Gestione Discrezionale: Le previsioni sull'andamento dei mercati finanziari formulate dalla società di gestione esercitano un impatto diretto sulla performance del Fondo, che dipende dai titoli selezionati
L'investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.

Costi

ISIN: LU0336083497
Costi di ingresso
2.00% dell'importo pagato al momento della sottoscrizione dell'investimento. Questa è la cifra massima che può essere addebitata. Carmignac Gestion non applica alcuna commissione di sottoscrizione. La persona che vende il prodotto vi informerà del costo effettivo.
Costi di uscita
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1.24% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima basata sui costi effettivi dell'ultimo anno.
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20.00% quando la classe di azioni supera l'Indicatore di riferimento durante il periodo di performance. Sarà pagabile anche nel caso in cui la classe di azioni abbia sovraperformato l'indice di riferimento ma abbia avuto una performance negativa. La sottoperformance viene recuperata per 5 anni. L'importo effettivo varierà a seconda del rendimento del tuo investimento. La stima dei costi aggregati di cui sopra include la media degli ultimi 5 anni o dalla creazione del prodotto se inferiore a 5 anni.
Costi di transazione
0.14% del valore dell'investimento all'anno. Si tratta di una stima dei costi sostenuti per l'acquisto e la vendita degli investimenti sottostanti per il prodotto. L'importo effettivo varierà a seconda dell'importo che viene acquistato e venduto.

Performance

ISIN: LU0336083497
Carmignac Portfolio Global Bond0.1-3.78.44.70.1-5.63.01.80.50.3
Indice di riferimento-6.24.38.00.60.6-11.80.52.8-6.00.6
Carmignac Portfolio Global Bond+ 1.1 %+ 0.3 %+ 1.7 %
Indice di riferimento- 1.2 %- 2.5 %- 0.5 %

Fonte: Carmignac al 31 mar 2026.
Le performance passate non sono un'indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore). L'investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale.

Indice di riferimento: JPM Global Government Bond index

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